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Autocombustione umana

 
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vampiro
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MessaggioInviato: Lun Mag 29, 2006 6:25 pm    Oggetto: Autocombustione umana Rispondi citando

I casi di cronaca che documentano questo fenomeno si succedono ormai da tre secoli, e mentre per alcuni di essi sono state avanzate ragionevoli ipotesi, per la maggior parte dei essi la scienza medica ancora non sa dare una risposta convincente, e soprattutto univoca, che possa validamente motivare il fenomeno.



Non è certo la prima volta che la scienza e la conoscenza umana lasciano inspiegati degli eventi ragionevolmente documentati e quindi impossibili da ignorare, ma in assenza di una spiegazione scientifica del fenomeno resta il fatto che la combustione umana spontanea è uno dei casi più inquietanti ed atroci, tale da infiammare la fantasia popolare e da ingenerare incredibili leggende.



Tuttavia, a dispetto dei numerosi casi di cronaca ampiamente documentati, la scienza continua a ritenere questo fenomeno come NON esistente. Non esiste infatti nella casistica medica alcuna citazione di questo evento, non risulta compreso tra le malattie elencate nell'International Classification of Diseases, compilata a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e non è riportato nemmeno nell’Indice Medico Internazionale.



In poche parole non esiste.



Ma la domanda, particolarmente inquietante, che ci si continua a porre è: “Può un corpo umano prendere improvvisamente fuoco in maniera autonoma e trasformarsi in cenere nel volgere di pochissimi minuti?”



La scienza medica sostiene di no, i casi di cronaca continuano a dimostrare il contrario.



Il fatto che non esista una spiegazione logica, razionale o scientifica non annulla automaticamente il verificarsi di un fenomeno che, se pur inspiegabile, continua ad essere segnalato con allarmante regolarità da quasi trecento anni.



L’autocombustione umana, così come generalmente è noto, pare colpire persone di ogni ceto sociale, di ogni razza, di ogni tempra fisica ed età. Nessun comune denominatore apparentemente lega o accomuna i casi. Persone normalissime senza alcuna causa fisica riconoscibile prendono improvvisamente fuoco e i loro corpi si trasformano in pochissimo tempo in un ammasso di cenere.



I soggetti colpiti sembrano addirittura non percepire il pericolo e non avvertire dolore, come se il fuoco divampasse al loro interno si incendiano e muoiono rimanendo ferme nella medesima posizione assunta al momento dell’incidente, senza gridare né cercare aiuto, senza fuggire, come se venissero letteralmente consumati sul posto.



Il fenomeno si manifesta in maniera improvvisa e altrettanto repentinamente le persone muoiono senza lasciare altra traccia del loro passaggio su questa terra che un misero mucchio di cenere bianca. Niente che umanamente si conosca, nemmeno le altissime temperature dei forni crematori, potrebbero ridurre un essere umano in cenere, nel volgere di pochi minuti.



Tutto questo da un punto di vista fisico, logico e scientifico non dovrebbe esistere, ma invece si verifica, con una casistica ormai talmente ampia da poter addirittura azzardare delle statistiche.



Del resto non è la prima volta che fenomeni dimostrati non risultano spiegabili scientificamente, eppure accadono, e continuano ad accadere. Ancora a lungo forse il mistero resterà tale, in quanto le vittime spesso non hanno nemmeno modo di accorgersi di quanto accade, vengono consumate istantaneamente e i pochi sopravvissuti non conservano alcuna memoria dell’accaduto e non sanno offrire alcuna spiegazione logica.



La dinamica fisica degli eventi, in tutti i casi osservati, sembra essere la stessa. Una persona qualunque prende improvvisamente fuoco, le fiamme appaiono generate dall’interno, e il corpo umano viene consumato nel giro di pochissimi minuti, a volte solo una manciata di secondi, del corpo umano alla fine rimane solo cenere, raramente qualche osso, per lo più appartenente agli arti inferiori, che soli sembrano rimanere miracolosamente illesi. L’evento è talmente improvviso da rendere inutile ogni tipo di soccorsi, i soggetti che si sono salvati spesso muoiono successivamente, e i sopravvissuti si contano sulla punta delle dita.



L’incendio che divampa tuttavia sembra essere estremamente violento e localizzato, al punto che la mobilia, gli oggetti e i locali circostanti non riportano alcun segno di bruciatura, mentre invece spesso, ovunque sul soffitto, sulle pareti e sui mobili si è riscontrata la presenza di una massa grassa e untuosa, che ancora colava quando sono intervenuti i primi soccorsi, come se la persona si fosse letteralmente liquefatta.



Come può un organismo umano ridursi in cenere, quando perfino nei forni crematori è necessario triturare le ossa, separatamente, dopo l’inceneritura, con un apposito macchinario? Nemmeno le vittime di colossali incendi, che pure hanno divampato per parecchie ore, sono state mai ritrovate in questo stato, normalmente i corpi bruciati dalle fiamme possono essere rinvenuti carbonizzati, ma mai inceneriti o liquefatti.



Per quanto il fenomeno sia riportato ed osservato da secoli, ancora non si è trovata una ragionevole spiegazione, e la ragione vacilla. Senza dover ricorre necessariamente a teorie sovrannaturali è comunque lampante che una via deve essere tracciata, oltre la consueta abitudine delle componenti ufficiali di negare anche l’evidenza quando non si ha alcuna delucidazione da offrire.



Troppe volte nel corso della storia ci si è rifugiati dietro allo scetticismo e al diniego pur di non essere costretti a riconoscere fenomeni che non si riusciva a comprendere.

Sono a dimostrarlo Galileo Galilei e Cristoforo Colombo, senza i quali saremmo ancora convinti che la terra è piatta e che al di là delle Colonne d’Ercole si spalanca un baratro senza nome, lo stesso baratro dell’ignoranza e della presunzione umana.

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MessaggioInviato: Lun Mag 29, 2006 6:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Inquietante Shocked ...hanno fatto anche un film sull'autocombustione.....non oso pensare che capiti a persone a caso.....non è che erano vittime di malefici, riti vodoo, bambolini, ecc...?????????????? Shocked
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MessaggioInviato: Mar Mag 30, 2006 9:54 am    Oggetto: Rispondi citando

Alcuni ne danno una spiegazione scentifica altri magica
non so da cosa puo dipendere.
c'e comunque da dire che la mente umana non ha limiti...

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°§*" .....non valeva la pena guastarsi l'appetito o rovinarsi la cena.....Era solo un Pagano......andava in fretta sepolto,avevan paura anche di un morto."°§*
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vampiro
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MessaggioInviato: Mar Mag 30, 2006 10:20 am    Oggetto: Rispondi citando

FigliaDellaBora ha scritto:
Alcuni ne danno una spiegazione scentifica altri magica
non so da cosa puo dipendere.
c'e comunque da dire che la mente umana non ha limiti...


si purtroppo la spiegazione scientifica si arrampica sugli specchi,forse la scienza dovrebbe occuparsi di altro Rolling Eyes

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Jsil
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MessaggioInviato: Mer Mag 09, 2007 1:33 am    Oggetto: Rispondi citando

...e se non fossero esseri umani quelli che riescono a generare l'autocombustione? Possiamo avere dentro di noi delle discendenze "extraterrestri" senza saperlo,nel bene o nel male...Lo so sto forse dicendo 'na baggianata,ma mi rende meno lugubre 'sta cosa un po' inquietante.
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MessaggioInviato: Mer Mag 09, 2007 9:28 am    Oggetto: Rispondi citando

Ne parlavo proprio poco tempo fa col Vamp...ma le persone che si autocombustano non potrebbero essere persone che non ci dovevano essere?....mi spiego meglio, ho letto che può capitare che ogni tanto degli spiriti inferiori, i cosiddetti demoni, non destinati a reincarnarsi, prendano possesso di un corpo, cioè "rubano" un corpo destinato a un'altra anima, così tornano in vita come esseri umani....ma non essendo loro concessa la reincarnazione proprio per la loro natura malvagia, quando vengono identificati da entità Superiori vengono immediatamente eliminati Confused ...vi sembra troppo fantasiosa come ipotesi? green
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MessaggioInviato: Mer Mag 09, 2007 1:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sono proprio d'accordo con te Moon. Per me potrebbe essere una realtà non solo un'ipotesi fantascientifica! Prendiamo un pochinino in considerazione ciò che ha scritto David Icke (molti lo ritengono un visionario e solo uno che vuol speculare,ma..):io penso che in ogni romanzo c'è del vero, perciò...
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MessaggioInviato: Mer Mag 09, 2007 7:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

bah...interessante la cosa, anche se nn ne avevo mai sentito parlare.. Shocked


che dite, questo è un pesniero mio discutibile e non dimostrabile, che ognuno di noi occupa uno spazio nell'universo dove nn ci può essere nient'altro, magari in diversi punti della terra ( e a questo punto non solo ) per qualche motivo di natura fisica, paralleli, meridiani, se noi ci trovassimo in un punto sbagliato al momento sbagliato potremmo subire qualche fenomeno..... la cosa sarebbe bella approfondirla benediz

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MessaggioInviato: Ven Gen 18, 2008 1:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Trovato 'sto articoletto girando per siti un po' particolari....

L MISTERO DELLE AUTOCOMBUSTIONI
L’energia trabocca ed è subito fuoco
di Umberto Di Grazia

Che il corpo umano emetta energie è cosa risaputa. Un po’ meno noto è che queste forze, per ora sconosciute, possono procurare veri e propri corti circuiti, al punto di provocare processi di autocombustione. Naturalmente, sono casi molto rari. Assai più frequente è quello di chi si dà fuoco per errore o per smanie suicide.

Un episodio interessante e tuttora avvolto nel mistero, è accaduto il 5 dicembre 1966 a Coudersport, in Pennsylvania, negli Stati Uniti.. Il Signor Don E. Gosnell, di professione dipendente dell’ente locale che eroga gas nella città, si è presentato, una mattina, a casa del Dr. John Irving Bentley, per leggere il contatore del gas, esattamente come si fa qui da noi. Il Dr. Bentley era un uomo che aveva raggiunto il brillante traguardo dei 92 anni, ma da lungo tempo invalido, camminava a fatica poggiandosi pesantemente su due stampelle. Quella mattina il Dr. Bentley non ha aperto la porta di casa, ma l’uomo del gas è entrato, come accade spesso in America, da quella posteriore. Ha sentito un odore acuto, dolciastro che veniva dalla stanza vicina. Sul pavimento ha visto un mucchio di cenere fresca, non più alta di 35 cm., come poi hanno misurato i tecnici della polizia chiamati sul posto. Il signor Gosnell ha istintivamente alzato gli occhi verso il soffitto di legno e, dritto sopra il mucchietto di cenere, ha visto un foro di una certa grandezza, tutto bruciacchiato ai bordi. E’ salito al primo piano, pensando che fosse successo qualcosa al Dr. Bentley. Gli si è presentata una scena raccapricciante. Attorno al buco sul pavimento, due stampelle di ferro e un piede dentro una pantofola. Era tutto quello che restava del vecchio dottore.

L’uomo del gas ha chiamato la polizia. Le indagini hanno verificato che Bentley non poteva essersi dato fuoco, perché la mancanza di residui di ossa e il tipo di cenere lasciavano pensare ad una fiamma di elevatissima temperatura, raggiungibile solo con complicate attrezzature industriali. Inoltre, sul pavimento di legno nient’altro aveva preso fuoco. Insomma, il povero Dr. Bentley aveva subito un corto circuito. Con un dettaglio: nessun elemento esterno lo aveva procurato.

Gli americani, come si sa, amano le statistiche. Il biologo Ivan Sanderson, fondatore della società per la ricerca dei fenomeni inspiegabili (New Jersey) ha raccolto nel 1967 circa 24 casi di "combustione umana spontanea". In genere, purtroppo, nessuno sopravvive e sono le analisi di laboratorio a confermare l’ipotesi di autocombustione.

Solo un professore d’Università ha assicurato di aver spento una fiamma prima che lo avvolgesse. Il professore si chiamava James Hamilton dell’Ateneo di Nashville. Aveva una mente assolutamente a posto e insegnava matematica nel 1835. Ha raccontato: "un giorno ho sentito un dolore acuto alla gamba, come se fossi stato colpito da una sottile lama. Ho guardato in basso e ho visto una fiamma bluastra di circa 10 cm. Che usciva dalla coscia. Ho dato colpi secchi per spegnerla. Ho fatto la cosa più istintiva che mi veniva in mente. Ho coperto con una mano la fiamma, togliendo l’ossigeno, comprimendo con forza. Alla fine, si è spenta."

Accanto ai casi veri, pochi ma documentati, quelli falsi sono molto più numerosi. Uno dei più curiosi che ha attirato l’attenzione dei giornalisti, è stato quello di Roger Lahore e Michèle Jousse-Randau, di 29 e 19 anni, francesi di Seron, un paese del nord dei Pirenei. Ci sono molti modi di acquistare notorietà. I due fidanzati ne hanno scelto uno molto singolare.

Per fare abbandonare la casa ai suoi familiari, Roger ha pensato di sfruttare superstizioni e pregiudizi. Il giovane ha cosparso di un liquido che procurava effetti simili a quelli dell’autocombustione su vestiti e tappeti. Dopo un po’ si sono precipitati in casa Lahore esorcisti, studiosi di parapsicologia e altri. Era una casa stregata? Ancora una volta spiriti del male avevano trovato alloggio, non trovando niente di meglio da fare, proprio nella piccola cittadina dei Pirenei?

E’ arrivata la polizia, e Roger, per nulla intimidito ha consegnato abiti che dopo un po’ hanno preso fuoco. A qualcuno però deve essere venuto un dubbio. E Roger, dopo un po’, ha confessato di aver architettato tutto, così per restare solo nella grande casa paterna.

Umberto Di Grazia

Articolo pubblicato su "Il nostro giornale" anno 1 N°3 aprile - giugno 1991

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MessaggioInviato: Ven Gen 18, 2008 1:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Jolanda ha scritto:


Che il corpo umano emetta energie è cosa risaputa. Un po’ meno noto è che queste forze, per ora sconosciute, possono procurare veri e propri corti circuiti, al punto di provocare processi di autocombustione. Naturalmente, sono casi molto rari.


Certo è una spiegazione, ma perchè avvengono questi corto circuiti?...è un mistero...e alquanto sconvolgente Shocked

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MessaggioInviato: Dom Apr 26, 2009 4:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Altri casi e altre spiegazioni Wink

Nella serata di domenica 1° luglio 1951 la signora Mary Reeser, settantasette anni, si sentiva particolarmente depressa e se ne stava sola accoccolata sulla sua poltrona preferita concedendosi una sigaretta. Verso le 21 la sua colf, signora Pansy Carpenter, le aveva dato un veloce saluto di buonanotte e si era ritirata nella sua cameretta. La Reeser però le aveva detto di non avere sonno e che si sarebbe goduta ancora un pò di quella calda notte di St.
Petersburg, in Florida. Alle 5 del mattino la signora Carpenter si era svegliata di soprassalto, fortemente disturbata da un acre odore di fumo.
Pensando alla pompa dell'acqua surriscaldata - cosa che a volte succedeva - era scesa in garage per disattivarla e quindi era tornata a dormire. Ma alle 8 in punto si era di nuovo svegliata. Questa volta era il postino, che recapitava un telegramma per la signora Reeser. Firmata la ricevuta, la Carpenter si era affrettata verso la camera della padrona. Aprendo la porta, aveva notato con grande sorpresa che il pomello era caldo, al punto da non poterlo girare. Allora si era affacciata alla finestra e aveva chiesto aiuto a due decoratori che stavano lavorando appena al di là della strada. Entrato in casa, uno di loro, messo uno straccio ripiegato sul pomello, aveva spalancato la porta. La stanza sembrava vuota, né si notavano segni d'incendio. Poi la Carpenter aveva notato un grosso buco nel tappeto, proprio nel punto in cui un tempo stava la poltrona. Perché non ne erano rimasti che pochi brandelli. Nel bel mezzo spiccava un teschio umano, ridotto alla grandezza di una palla da baseball e un grosso frammento di fegato, attaccato a una vertebra. Accanto c'era un piede ancora infilato in una pantofola di raso. Uno spettacolo raccapricciante.
La povera signora Reeser era la vittima di un inquietante e misterioso fenomeno: la combustione umana spontanea, di cui sono noti alcune centinaia di casi. Ciò malgrado, nel loro testo guida Medicina forense, i dottori S.A. Smith e F.S. Fiddes si peritano di asserire con sicumera: «La combustione umana spontanea non può verificarsi, dunque non esiste alcuna motivazione per cui se ne debba parlare in questo contesto». Ecco un esempio tipico di ottusità, in cui la scienza denigra e rinnega ciò che non si allinea alla sua aspettativa, ciò che esce dal quadro canonico che essa si è fatto della realtà fisica. Si tratta della stessa cecità che spinse il pur grande chimico Lavoisier a negare l'esistenza dei meteoriti.
Il caso della povera signora Reeser merita la citazione perché viene anche ricordato dall'esimio professor John Taylor nel suo libro Science and thè Supernatural, un libro che si prefigge di scardinare il paranormale, una piaga che, secondo Taylor, altro non fa che dare credito a eventi che non posseggono nulla di scientifico. Ciò premesso e continuamente sottinteso, tuttavia Taylor è praticamente costretto dall'evidenza ad ammettere l'esistenza di alcuni fatti singolari «ragionevolmente convalidati» che la scienza stenta a spiegare e fra questi, appunto, ricorda quello della signora Reeser.
Ventinove anni dopo, nell'ottobre del 1980, un caso di combustione spontanea viene osservato da vicino. Ne è protagonista un pilota, donna, la signora Jeanna Winchester. Mentre sta viaggiando in auto lungo la Seaboard Avenue di Jacksonville, in Florida, in compagnia di un caro amico, Lesile Scott, tutto di colpo, il suo corpo si incendia come dal nulla. La donna, terrorizzata, grida di farla scendere subito dalla macchina. Scott, ancor più spaventato, lascia il volante e tenta disperatamente di spegnere le fiamme con le mani. L'auto, intanto, si schianta contro un palo del telegrafo. Al centro ustionati, si appura che oltre il 20% del corpo della donna è ustionato in modo grave. Per sua fortuna, Jeanna sopravvive.
Nel 1976 Michael Harrison ha pubblicato un libro sul fenomeno. Si intitola Pire from Heaven, vi vengono citati dozzine di casi, da dove si evince una delle peculiarità più singolari della combustione spontanea, vale a dire che essa quasi mai si estende oltre il soggetto aggredito dal misterioso fuoco. Il lunedì di Pentecoste del 1725 nella città francese di Reims, Nicole Millet, moglie del proprietario della locanda "Leon d'oro", viene trovata bruciata su una poltrona rimasta intoccata. Il marito viene accusato di omicidio. Ma un giovane chirurgo, il dottor Claude-Nicholas Le Cat, tanto fa da riuscire a convincere la giuria che in realtà la combustione umana spontanea è possibile. Il Millet viene così graziato e il verdetto mutato: la donna era stata "visitata dal fuoco divino". Il caso ispira un ricercatore francese, Jonas Dupont, il quale si ripromette di raccogliere tutta la casistica disponibile su questo inesplicabile fenomeno. Frutto del suo impegno è il volume intitolato De incendiis corporis humani spontaneis, dato alle stampe a Leida nel 1763.
Un altro celeberrimo caso di questo periodo è quello della contessa Cornelia dei Bandi di Cesena, sessantadue anni, ritrovata sul pavimento della camera da letto dalla sua dama di compagnia. Anche in questo caso uno spettacolo orribile: sulle gambe rimaste intatte, c'era la testa mezza bruciacchiata, tutto il resto del corpo era stato divorato dalle fiamme, ridotto in cenere, mentre nell'aria fluttuavano polveri impalpabili. Il letto si era preservato. Le coperte erano discoste, come se la poveretta avesse tentato di correre alla finestra, invano, perché le fiamme l'avevano istantaneamente divorata, lasciandola in piedi, così che la testa le era caduta sul troncone delle gambe, il resto del corpo miseramente distrutto. Al contrario della moglie del taverniere Millet, la contessa Cornelia non amava bere. (Una delle ipotesi più diffuse che in quel momento storico veniva proposta per spiegare la combustione spontanea chiamava in causa la presenza di una ingente quantità di alcol nel corpo del malcapitato).
Nel XIX secolo sono due gli scrittori famosi che ricordano il fenomeno. Il primo è il capitano Marryat, il quale prendendo spunto da un articolo comparso sul «Times» nel 1832, fa morire in tal modo Jacob Faithful, l'eroe del suo omonimo romanzo, ridotto nel letto a «un mucchietto maleodorante di cenere». Vent'anni dopo, nel 1852, è la volta di Charles Dickens in Casa desolata far morire di combustione spontanea l'odioso ubriacone Krook, ridotto a un cumulo di cenere, come un ciocco da camino consumato. G.H. Lewes, l'amante di George Eliot, prendendo proprio spunto dal romanzo di Dickens dichiara che la combustione spontanea non esiste. Di rimando, Dickens nella sua prefazione al romanzo lo contraddice, citando la bellezza di trenta casi comparsi sui giornali. Ciò malgrado, alla fine del pezzo sul personaggio di Krook nella sua Enciclopedia dickensiana (1924), l'autore Arthur L. Hayward afferma in modo dogmatico: «L'eventualità del fenomeno delle combustione umana spontanea è stata finalmente e per sempre rinnegata». Peccato che Hayward non precisi in virtù di quale esperimento sia approdato a una tale certezza.
Il libro di Harrison, un interessante insieme di risultati di varie ricerche, non lascia adito a dubbi in merito alla realtà del fenomeno della combustione umana spontanea. Ma che cosa la provoca? Molto correttamente, egli riconosce l'impossibilità di offrire una risposta logica, tuttavia offre alcuni spunti di considerazione. Harrison cita lo studio di un dottore americano, Mayne R. Coe junior, interessato alla telecinesi, il potere della mente sulla materia. Lo stesso Coe era capace di far ondeggiare delle sottili strisce di alluminio infilate sulla punta di aghi mettendoci sopra la mano: non ci pare nulla di particolare, visto che si tratta senza dubbio di una qualche forma di energia fisica magnetica. Poi, con l'intento di sviluppare la sua bioelettricità, Coe era passato allo yoga. Un giorno, mentre se ne stava tranquillamente seduto in poltrona, era stato percorso da una forte scossa elettrica che, partendo dalla testa, gli aveva attraversato tutto il corpo scaricandosi dai piedi, per sua fortuna una corrente a alto voltaggio ma a bassa intensità. Si era reso conto di possedere un notevole potenziale. Appesa al soffitto tramite un cordino una scatola di cartone leggero, se la stanza in cui sperimentava era asciutta e secca, si era reso conto di poterla fare ondeggiare lievemente operando a distanza, semplicemente volendolo. Nel corso di un altro esperimento si era "caricato" con una corrente continua a 35.000 volt, scoprendo che, in quelle condizioni, gli riusciva di far muovere la scatola allo stesso modo. Tutto questo, per dimostrare che durante i suoi esercizi mentali produceva una corrente elettrica ad alto voltaggio. In un'altra occasione, mentre si trovava in volo a più di 6000 metri, con l'aria estremamente secca, dopo essersi fatto "caricare" con 35.000 volt in corrente continua, dal suo corpo si erano sprigionate delle scintille. Secondo Coe, questo poteva spiegare il fenomeno della levitazione - quando lo yogi in stato meditativo si solleva nell'aria - dove il corpo umano che rappresenta la carica positiva viene respinto dalla superficie terrestre a carica negativa.
Harrison menziona altri casi di uomini che si comportano come vere e proprie "batterie" viventi, persone "calamità" (sovente si tratta di bambini) capaci di sviluppare una carica elettrica incredibile. Nel 1877 si ricorda il caso di Caroline Giare di Londra, nella regione dell'Ontano, vera calamità umana in grado di attirare gli oggetti metallici e dare una scossa per nulla leggera fino a venti persone in catena fra loro tenendosi per mano. All'epoca dei misteriosi fenomeni, la giovane soffriva di turbe adolescenziali. Frank McKinistry, di Joplin nel Missouri, in alcuni momenti esercitava una forza magnetica così potente da non essere in grado di staccare i piedi da terra. Restava impalato sul posto, come inchiodato. Al 1895 risale invece il caso della quattordicenne Jennie Morgan di Sedalia, Missouri, in grado di generare un potenziale elettrico così forte da mettere al tappeto un uomo di grande corporatura. Sovente, quando toccava o anche solo sfiorava degli oggetti metallici, dai polpastrelli si sprigionavano delle vere e proprie scariche con tanto di scintille. In questo contesto, vale ricordare che molti adolescenti al centro di fenomeni di poltergeist associano a queste manifestazioni anche la capacità di sviluppare potenzialità magnetiche ed elettriche. Le cronache francesi del 1846 riportano il caso di una ragazza di nome Angélique Cottin divenuta una vera batteria elettrica umana. C'erano volte in cui gli oggetti da lei toccati schizzavano via violentemente e una volta un pesante telaio di legno di quercia si era messo a "ballare" non appena Angélique si era avvicinata. Invece Esther Cox, di Amherst, nella Nuova Scozia, ritenuta il "fuoco" attorno al quale si manifestavano strani fenomeni paranormali, possedeva un tale magnetismo da attirare posate e coltelli anche da notevole distanza. Sembra si presentino due tipi di cariche, negativa e positiva.
Secondo il dottor Coe, ogni cellula dei muscoli dell'uomo è assimilabile a una piccola batteria e un solo centimetro cubico può sviluppare non meno di 400.000 volt. (Il geniale inventore Nikola Tesla era solito dimostrare che il corpo umano è in grado di raccogliere un immenso potenziale di cariche elettriche - sufficiente a innescare la luminosità di una lampada al neon - a condizione, ovviamente, che l'intensità della corrente sia bassissima).
Ma anche questo non sembra fornire una spiegazione plausibile per la combustione umana spontanea, anche perché il punto cruciale delle dimostrazioni di Tesla consiste nel fatto che tutto questo accade senza sprigionamento fiamma. Ciò che la innesca è l'intensità. (Provate, con le giuste cautele, a collegare fra loro con un cavo normale due batterie d'auto a 12 volt; in un attimo il filo si fonde e se vi procurate un cavo a sezione maggiore lo sentirete ber presto caldo). Questo spiegherebbe come mai tutto ciò che sta attorno a una povera vittima di combustione spontanea non risulta danneggiato, semplicemente perché non trattandosi di conduttori non si verifica un passaggio di corrente.
Il fenomeno della combustione spontanea sembra non fare differenza fra le vittime, che possono essere sia persone anziane che giovani. Il 27 agosto 1938, a Chelmsford, Essex, mentre stava danzando con grande energia, la ventiduenne Phyllis Newcombe aveva incominciato molto stranamente a brillare di una luminosità azzurrognola e dopo un attimo si era trasformata in una torcia umana, morendo in pochi minuti. Nell'ottobre dello stesso anno, una ragazza di nome Maybelle Andrews, mentre stava allegramente danzando in un night di Soho con il suo ragazzo, Billy Clifford, si era incendiata spontaneamente, con le fiamme che si erano sprigionate dalla schiena, dal petto e dalle spalle. Il ragazzo, seriamente ustionatosi nel tentativo di aiutarla, testimoniò che in quella sala non c'era alcuna fiamma libera e che il rogo si era scatenato fuoriuscendo dal corpo della povera Maybelle. Mentre la stavano portando al pronto soccorso la giovane era morta. In casi come questi è evidente che la frenetica attività danzante sembrerebbe essere la causa scatenante del misterioso fenomeno, innescando elettricità di natura statica. Michael Harrison, in proposito, sottolinea come la "danza rituale" a cui ricorrono le tribù primitive serva appunto per riscaldare l'atmosfera e far crescere la tensione. A suo parere è proprio ciò che succede in questi casi.
Sempre Harrison mette in evidenza una curiosità legata a collegamenti geografici. Il 13 marzo 1966 tre uomini morirono contemporaneamente di combustione spontanea. John Greeley, il timoniere della nave Ulrich, venne ridotto in cenere a pochi chilometri a ovest di Fiùsterre; a Upton-by-Chester, il camionista George Turner, venne trovato carbonizzato vicino a una ruota del suo camion, che era scivolato in un fosso; a Nimega, in Olanda, il diciottenne Willem ten Bruik era morto arso vivo accanto alla sua macchina. Come accade in questi casi, tutto ciò che stava attorno vittime non aveva riportato alcuna bruciatura. Harrison osserva che al momento della loro misteriosa morte i tre malcapitati si trovavano ai vertici di un triangolo equilatero, dal lato lungo circa 550 km. Come poter escludere che la superficie terrestre non emetta essa stessa delle scariche di energia elettrica, secondo uno sconosciuto schema triangolare?
Un altro ricercatore, Larry Arnold, ha espresso le sue ipotesi nel numero di gennaio del 1982 della rivista «Frontieriof Science». Si tratta della teoria detta delle ley lines, correnti di energia tellurica che solcano la superficie terrestre. Alfred Watkins, l'uomo a cui si deve la scoperta di queste linee, fa notare come proprio lungo queste linee ricorrano moltissimi punti brent, un vocabolo che nell'antico inglese significa "linciato". Altri "cacciatori di ley lines" suggeriscono che i grandi cerchi megalitici di pietre starebbero proprio a ridosso di nodi ley cruciali, nei punti in cui più linee telluriche energetiche si incrociano. Viene spontaneo, a questo punto, notare come quasi sempre ai cerchi di pietre si associ la tradizione della danza: pensiamo a Merry Maidens in Cornovaglia oppure alla stessa Stonelenge, popolarmente nota col nome di "Danza dei giganti". Storici e studiosi affermano che questi luoghi erano dedicati alle danze sacre proprio perché i danzatori, trovandosi a ridosso delle linee di forza, potessero caricarsi di energia tellurica. A Larry Arnold dobbiamo la redazione di almeno una dozzina di interessanti mappe di leys in Inghilterra, molti ti quali associati con misteri collegabili al fuoco. Secondo Arnold esiste una "linea di fuoco" (così ama chiamarla) lunga circa 650 km che tocca cinque città dove si verificarono ben dieci casi di misteriosi fuochi. Ma non basta. Sempre in queste zone si sarebbero verificati eventi di combustione spontanea, con una frequenza per lo meno sospetta. A corroborare la sua tesi cita quattro casi di combustione umana spontanea verificatisi fra il 1852 e il 1908. Harrison è convinto che il misterioso fenomeno della combustione umana sia da ricondursi a una bizzarria della mente. Una sorta di corto circuito, in cui la mente in qualche modo influenza il corpo, inducendolo a cariarsi di un potenziale elettrico assolutamente anomalo. La risposta potrebbe trovarsi in ciascuna di queste due ipotesi, oppure, come sostiene qualcuno, in una combinazione di ambedue.

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